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Boom italiano della Smart Home - Grande chance per gli installatori

Smart Home, mercato italiano che a fine 2018 vale 380 milioni, segnando un aumento del 52% rispetto al 2017 per acquisti relativi ad assistenti vocali, impianti di illuminazione, climatizzatori ed elettrodomestici “intelligenti’. Smart Home, occasione che gli installatori italiani devono cogliere subito, mettendoci di proprio un’adeguata formazione in domotica e materie annesse, soprattutto se non vogliono essere travolti dalle vendite online, in continua crescita. Così dicono i numeri della ricerca svolta dall’osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano , per essere diffusa la settimana scorsa.

In realtà, questi 380 milioni, fatturati da Smart Home italiane sempre più digitalizzate e arricchite da strumenti domotici, si prestano a svariate letture. La prima riguarda il ruolo dominante esercitato in questo boom dalle cosiddette OTT, player globali come Amazon e Google, i cui Smart Speaker, nuovi status symbol resi accessibili da prezzi attorno ai 150 euro, durante il 2018 hanno spopolato nel nostro Paese, rastrellando in pochi mesi un incasso totale di 60 milioni di euro, tale da assegnare agli altoparlanti intelligenti il 16% dell’attuale mercato italiano della Smart Home. È un valore che inquadra perfettamente le potenzialità, ma anche la fragilità di un indotto nazionale ancora acerbo, posizionato in coda all’Europa, dove in Germania e Gran Bretagna si viaggia molto sopra il miliardo e mezzo, e in Francia si toccano gli 800 milioni . Ciò rimanda a un problema tipicamente italiano di scarsa formazione, riguardante sia utenti molto poco orientati e consapevoli nei propri acquisti, che installatori ancora scarsamente predisposti a consigliare e sostenere le scelte dei clienti. Con la conseguenza che cresce in modo sensibile il “fai da te” di chi è incline ad acquistare direttamente online prodotti e impianti domotici, al punto da far calare le vendite effettuate dagli installatori, passate fra 2017 e 2018 dal 70 al 50%.

Prospettive e problematiche del mercato italiano delle Smart Home sono state al centro del sostanzioso convegno che il Politecnico di Milano ha organizzato il 15 febbraio scorso per presentare i risultati dell’indagine svolta assieme all’istituto Doxa, e coordinata dai ricercatori Giulio Salvadori e Angela Tumino. Contesto da cui sono scaturiti dati significanti sulla conoscenza del tema Smart Home in Italia: se il 59% dei consumatori italiani ne ha sentito parlare almeno una volta, soprattutto dai media tradizionali (50%) e internet (32%), solo il 35% si dice interessato ad acquistare prodotti Smart Home nell’immediato futuro. Interessanti invece i numeri relativi a chi dichiara di avere già in casa un oggetto smart, ovvero il 41% del campione, che tuttavia in parte rilevante dichiara anche di avere poca dimestichezza con gli oggetti acquistati, segno evidente dell’esigenza di una “mediazione tecnologica” che poco si sposa col mito del plug and play.

Smart Home Made in Italy è quindi, più che un traguardo, una lunga strada da percorrere, ma ricca di opportunità per quegli installatori che sapranno stare al passo con i tempi.


© Smart Building Italia


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